Apocalisse: V.La gran guerra

Apocalisse

V. La gran guerra

1. L'arca dell'alleanza

(Ap. 11,19)

E si aprì il santuario di Dio nel cielo,
e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza,
e seguirono folgori,
e voci,
e scoppi di tuono,
e un terremoto
e una tempesta di grandine.

2. Visione della donna

(12,1-2)

E nel cielo apparve poi un segno grandioso:
una donna vestita di sole,
e con la luna sotto i suoi piedi
e sul suo capo una corona di dodici stelle.
Ed era incinta
e gridava per le doglie
e il travaglio del parto.

3. Visione del drago

(12,3-4a)

E apparve un altro segno nel cielo:
un enorme drago rosso,
con sette teste
e dieci corna
e sulle teste sette diademi;
e la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo
e le precipitava sulla terra. E il drago si pose davanti alla donna
     che stava per partorire
per divorare il bambino
     appena nato.
E partorì un figlio maschio,
destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro,
e il figlio fu subito rapito
     verso Dio
     e verso il suo trono.
E la donna invece fuggì nel deserto,
     ove Dio le aveva preparato un rifugio
perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

(12,7-9)

E scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.
E il drago combatteva
e insieme con i suoi angeli,
e non prevalsero
e non ci fu più posto per essi in cielo.
E fu precipitato
          il drago,
          il serpente
          grande,
          il antico,
          colui che chiamiamo il diavolo
          e satana
          che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra
e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

(12,10-12)

Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:

          «Ora si è compiuta la salvezza,
          e la forza,
          e il regno del nostro Dio

e la potenza del suo Cristo,
     poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli,
     colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
E essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello
     e grazie alla testimonianza del loro martirio;
e poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli,
     e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra
     e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore,
          sapendo che gli resta poco tempo».

(12,13-17)

E quando il drago si vide
     precipitato sulla terra,
     si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.
E furono...
     E furono date alla donna le due ali della grande aquila,
     per volare nel deserto
     verso il rifugio preparato
     per lei per esservi nutrita per un tempo,
     e due tempi
     e la metà di un tempo
     lontano dal serpente.

E il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna,
     per farla travolgere dalle sue acque.
E la terra venne in soccorso alla donna,
     aprendo una voragine
     e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

Allora il drago si infuriò contro la donna
e se ne andò a far guerra
     contro il resto della sua discendenza,
     contro quelli che osservano i comandamenti di Dio
     e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

(12,18)

E si fermò sulla spiaggia del mare.

4. La bestia dal mare

(13,1-3a)

E vidi salire dal mare una bestia
     che aveva dieci corna e sette teste,
e sulle corna dieci diademi
e su ciascuna testa un titolo blasfemo.
E la bestia che io vidi era simile a una pantera,
     e con le zampe come quelle di un orso
     e la bocca come quella di un leone.
E il drago le diede la sua forza,
     e il suo trono
     e la sua potestà grande.
E una delle sue teste sembrò colpita a morte,
e la sua piaga mortale fu guarita.

(13,3b-6)

E la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia
e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia
e adorarono la bestia dicendo:
     «Chi è simile alla bestia
     e chi può combattere con essa?».
E alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio
     e bestemmie,
con il potere di agire per quarantadue mesi.
E essa aprì la bocca per proferire bestemmie
     contro Dio, per bestemmiare il suo nome
e la sua dimora,
     e contro tutti quelli che abitano in cielo.

(13,7-9)

Le fu permesso di far guerra
     contro i santi
e di vincerli;
e le fu dato potere sopra ogni stirpe,
     e popolo,
     e lingua,
     e nazione.
E l'adorarono tutti gli abitanti della terra,
il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo
nel libro della vita dell'Agnello
     immolato.
Chi ha orecchi, ascolti.

(13,10)

Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.
In questo sta
la costanza
e la fede dei santi.

5. La bestia dalla terra

(13,11-12)

Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia,
e aveva due corna, simili a quelle di un agnello,
e però parlava come un drago.
E essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza
e costringe la terra
e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia,
la cui ferita mortale era guarita.
(13,13-15)

E operava grandi prodigi,
fino a fare scendere fuoco dal cielo
     sulla terra davanti agli uomini.
E sedusse gli abitanti della terra
     per mezzo di questi prodigi che le era permesso di compiere
     in presenza della bestia,
dicendo gli abitanti della terra
     di erigere una statua alla bestia
     che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.
Le fu anche concesso di animare la statua della bestia
sicché quella statua perfino parlasse
e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

(13,16-18)

E faceva...
          E faceva sì che tutti,
          piccoli
          e grandi,
          e ricchi,
          e poveri,
          e liberi,
          e schiavi

     ricevessero
     un marchio sulla mano destra
     e sulla fronte.
E che nessuno potesse comprare o vendere
senza avere tale marchio,
     cioè il nome della bestia
     o il numero del suo nome.
Qui sta la sapienza.
Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia:
essa rappresenta un nome d'uomo.
E tal cifra è seicentosessantasei.

6. I 144.000 compagni dell'Agnello

(14,1-3)

E guardai ed ecco l'Agnello ritto sul monte Sion
e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome
e il nome del Padre suo.
E udii una voce
     che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque
     e come un rimbombo di forte tuono.
E la voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe.
E essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono
     e davanti ai quattro esseri viventi
     e ai vegliardi.
E nessuno poteva comprendere quel cantico
     se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra.

(14,4-5)

Questi non si sono contaminati con donne.
Essi sono infatti vergini e seguono l'Agnello dovunque va.
Essi sono stati redenti tra gli uomini
come primizie per Dio
e per l'Agnello.
Non fu trovata menzogna sulla loro bocca;
sono senza macchia.

7. Gli angeli annunziano l'ora del giudizio

(14,6-7)

E vidi un altro angelo
          che volava in mezzo al cielo
          che recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra,
e ad ogni nazione,
     e razza,
     e lingua
     e popolo, che gridava a gran voce:

«Temete Dio
e dategli gloria,
perché è giunta l'ora del suo giudizio.
Adorate colui che ha fatto il cielo
     e la terra,
     il mare
e le sorgenti delle acque».

(14,8)

Un secondo angelo lo seguì gridando:
«E' caduta,
è caduta
Babilonia
la grande,
quella che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione».

(14,9-10)

Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce:
«Chiunque adora la bestia
     e la sua statua
e ne riceve il marchio
     sulla fronte
     o sulla mano,
anche berrà il vino dell'ira di Dio
     che è versato puro nella coppa della sua ira
e sarà torturato con fuoco
     e zolfo
al cospetto degli angeli santi
e dell'Agnello.

(14,11-12)

E il fumo del loro tormento salirà
     per i secoli dei secoli,
e non avranno riposo né giorno né notte
     quanti adorano la bestia
e la sua statua
e chiunque riceve il marchio del suo nome».
Qui appare la costanza dei santi,
che osservano i comandamenti di Dio
e la fede in Gesù.

(14,13)

E udii una voce dal cielo
che diceva: «Scrivi:
Beati d'ora in poi, i morti che muoiono nel Signore.
Sì,
dice lo Spirito,
riposeranno dalle loro fatiche,
perché le loro opere li seguono».


Camino(s) ascendente(s):